La LongLife ottiene il certificato Kosher

La filosofia di LongLife KOSHER 

La natura è un super-laboratorio dove, dalla notte dei tempi, vengono sintetizzate preziose sostanze dalle infinite proprietà benefiche, per la guarigione o il mantenimento della salute. Per questo motivo, e per la loro efficacia, molte di queste sono diventate parte integrante della storia e della cultura di tutti i popoli
Ecco quello che in LongLife ci spinge e ci permette di crescere da oltre trent’anni: l’impegno nel volere creare prodotti che racchiudano i principi attivi che la natura offre da millenni, per recuperare o mantenere quell’equilibrio psicofisico che ci fa essere sani. E che rende tutti più felici.

In questo ci vengono in aiuto i doni di Madre Terra, le piante officinali, le vitamine, i minerali, gli acidi grassi, i probiotici, gli antiossidanti: grazie ad un incessante lavoro di ricerca e sviluppo, in LongLife vengono trasformati in integratori alimentari, importanti alleati per potere recuperare quell’equilibrio armonico che a volte rischia di essere compromesso dal vivere quotidiano, dall’inquinamento, dallo stress.

Benessere e salute possono e devono essere alla portata di tutti, diffusi, contagiosi.
Ci piace sapere che ogni giorno aiutiamo centinaia di migliaia di persone a stare bene, accompagnandole e incoraggiandole nella pratica di comportamenti virtuosi, nella scelta di un’alimentazione nutrizionalmente completa, nell’adozione di uno stile di vita bilanciato. All’insegna della consapevolezza che la salute individuale è un progetto da realizzarsi quotidianamente e attivamente.

Se stare in salute richiede un impegno costante e la condivisione di una concezione integrata del benessere, potete contare su di noi, sempre pronti ad essere i vostri compagni di viaggio lungo questo straordinario ed entusiasmante cammino.

INDUSTRIA AURELI OTTIENE LA CERTIFICATA KOSHER

 50 ANNI DI TRADIZIONE AGRICOLA SOSTENIBILE

L’azienda AURELI nacque dall’idea imprenditoriale di MARIO AURELI che attinse dalla lunga tradizione agricola del territorio in cui è ubicata “l’altopiano del Fucino”  iniziando a coltivare carote nel 1968. La storia dell’Azienda nasce dal forte legame che la Famiglia ha sempre avuto per la sua Terra.

Le caratteristiche uniche del terreno e la posizione geografica hanno fatto di questo territorio una delle aree più favorevoli per la coltivazione di ortaggi di tutta Europa. Anticamente il Fucino era un vasto lago, il terzo per estensione in Italia, prosciugato sul finire del XIX secolo lasciando in eredità un suolo altamente fertile.

L’altopiano si trova a circa 700mt sul livello del mare, circondato da poderose vette che agiscono da barriera protettiva creando un favorevole microclima. La combinazione di questi elementi pedo-climatici ha creato i presupposti per la nascita e lo sviluppo di una tradizione agricola ben radicata nel corso dei decenni. Queste risorse sono state abilmente convertite nel tempo in ricchezza dalle genti che lo hanno popolato e che per decenni hanno coltivato svariate varietà orticole.

Nel 1923 fu istituito il “Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise” modello per la salvaguardia ambientale di tutto il Territorio circostante. In ottica di preservare l’unicità e preziosità del suo Territorio manifestando rispetto per la Terra in cui opera, Aureli ha ereditato la capacità di essere agricoltori in maniera sostenibile focalizzando la sua imprenditorialità sul concetto di Economia Circolare.

https://www.aurelimario.com/

CONFETTI AMARISCHIA CERTIFICATI KOSHER

La Confetteria del Cuore è la divisione confetteria della Amarischia S.p.A. azienda da tre generazioni leader nella creazione artigianale di liquori, ha ottenuto la certificazione kosher.
Amarischia S.p.A. nasce nel 1969, per iniziativa di Arcangelo Cola, che intende produrre sotto questo marchio un amaro a base di erbe, su ricetta di un monaco ischitano. Nasce quindi sin dall’origine un forte legame con l’isola di Ischia, che dopo oltre quarant’anni è più saldo che mai.
Nel 1973 l’azienda, forte del successo dell’amaro, rinforza le proprie strutture e diversifica la produzione estendendola agli sciroppi ed ai confetti alla mandorla di alta qualità.

http://www.laconfetteriadelcuore.it/azienda/la-nostra-storia.html

Gruppo Besana Kosher

Gruppo Besana Kosher

Il Gruppo Besana S.p.a. realizza una produzione annua di oltre 25.000 tonnellate di frutta secca ed essiccata, circa 120 milioni di piccole confezioni.

Soddisfazioni per Cantine Mediterranee alla Borsa Vini Vienna 2017

Il Fiano di Avellino Kosher prodotto dall’azienda vinicola Cantine Mediterranee è stato dichiarato, durante la Borsa Vini Vienna 2017, miglior vino bianco in assoluto e recensito sulla stampa austriaca.
Il sig. Vincenzo Napolitano, proprietario della cantina, dichiara che ottenere un tale risultato in Austria è gratificante poiché è una nazione che produce prevalentemente vino bianco e di ottima qualità.

Kosher? E’ buono e sano Il boom dell’alimentazione ebraica che ha conquistato l’Italia

Che cosa mangiamo portando sulle nostre tavole ogni giorno? E quanto siamo attenti alla salute ogni volta che cuciniamo? Etica e cibo è un binomio spesso colpevolmente dimenticato. La “kasherut” indica l’idoneità di un cibo a essere consumato dal popolo ebraico secondo le regole alimentari della religione stabilite nella Torah, come interpretate dall’esegesi del Talmud e come sono codificate nello Shulchan Aruk. Ma oggi l’alimentazione kosher si è diffusa bene al di là dei soli osservanti di religione ebraica.

koshermansuetoVedi alla voce: salutismo religioso. Cioè mangiar bene, e anche di gusto, senza dannegggiare la salute. Anzi, preservandola. Di kosher e kasherut si parla sempre più. Oggi l’Università di Napoli ha dedicato all’argomento una tavola rotonda alla quale hanno partecipato docenti ed esperti. Di recente è stato pubblicato un libro – “Conoscere il Kosher” – scritto da Marco Mansueto (edzioni Iuppiter) che è una guida aggiornata e interessante su un argomento che coinvolge sempre più.

 

Kosher is better, e non solo negli Stati Uniti dove gli ebrei rapprsentano l’un per cento dell popolazione. Il segreto? La maggiore qualità e sicurezza del prodotto coniugata con i benefici per la salute. Come spiega bene un articolo pubblicato da “Wise Society” (http://wisesociety.it/alimentazione/sempre-piu-consumatori-dicono-kosher-is-better/) “il salto di qualità del “kosher food” nella grande distribuzione è giunto negli ultimi dieci anni. Il boom, non sempre tale, della celiachia, di allergie e intolleranze alimentari e la contaminazione tra etnie avvenuta ha permesso di fare conoscenza con abitudini gastronomiche diverse.

ciboisraele

Così, per esempio, musulmani e induisti si rifugiano negli alimenti adatti agli ebrei quando non trovano quelli che fanno per loro. E celiaci, intolleranti al lattosio e consumatori vegetariani fanno lo stesso perché si fidano di prodotti che superano minuziosi controlli, prima di arrivare tra gli scaffali dei supermercati”.
“Pane azzimo, falafel, carne senza sangue e sali senza additivi vengono controllati tanto nelle aziende quanto nei ristoranti (Roma è la città italiana che ne conta di più) e sono una garanzia per i consumatori di rispetto per la salute e per gli animali (nel caso dei piatti a base di carne). Le conseguenze sono più economiche che legate alla salute. Vive una fase di moltiplicazione la “tribù” di chi desidera “kosherizzare” i propri cibi e di conseguenza è in aumento anche il gruppo dei “controllori”, rabbini specializzati nel verificare l’adesione dei produttori alle rigide norme contenute nella Torah (la revoca della certificazione può avvenire in qualsiasi momento)”.

Rav Shalom Bahbout

Spiega Rav Shalom Bahbout nella prefazione al libro di Mansueto: “L’Ebraismo ha sempre dato alla cura dell’alimentazione un ruolo importante nella vita di ogni giorno. La continua e rapida trasformazione del mondo dell’alimentazione nel mondo moderno impedisce una conoscenza precisa di ciò che andiamo ad acquistare per mangiare. Gli alimenti spesso contengono una serie infinita di ingredienti, per lo più ignoti alla maggior parte dei consumatori: pertanto chi si vuole attenere alle regole bibliche deve fare uso di cibi che siano certificati kashèr (kòsher nella pronuncia in inglese), cioè “idonei” all’alimentazione secondo le leggi ebraiche. Questo obiettivo diventa più semplice da raggiungere se i prodotti che acquista sono certificati kashèr. È chiaro che questa certificazione, che è essenziale per un ebreo che voglia attenersi alle regole della tradizione, ha la sua importanza anche per chi, pur non essendo ebreo, desidera avere maggiore certezza sui cibi di cui si nutre”.

Protocollo da seguire per certificare le strutture alberghiere

Le regole alimentari ebraiche non sono legate solo al cibo permesso , ma anche dove esso viene preparato,  cucinato e mangiato.
Per poter rilasciare un certificato di kasherut ad una struttura alberghiera, è necessario che vengano seguite le seguenti regole :
– L’albergo deve disporre di due cucine separate, una dedicata alla parte kasher ( o kosher secondo la pronuncia americana), l’altra a disposizione della struttura.
Le due cucine devono essere totalmente e fisicamente divise in modo da non consentire alcun contatto tra i vari cibi ed utensili.
– Una volta che si è provveduto ad avere una cucina apposita , bisognerà suddividere gli utensili, le stoviglie, i forni, i piatti ecc. tra quelli da usare per i cibi a base di latte e quelli di carne, poiché è noto che la commistione di questi due cibi, o derivati, è severamente proibita.
– Tutta l’attrezzatura dovrà essere contrassegnata con dei simboli apposti dal Mashghiach (controllore inviato dal Rabbino certificatore) e chiusa in vani separati per evitare che gli utensili possano mischiarsi.
Ovviamente gli utensili dovranno essere di forme o colori diversi per poter essere distinti meglio.
– Tutte le operazioni di preparazione del cibo, del servizio e  del lavaggio dovranno avvenire sempre sotto il controllo del suddetto Mashghiach che al termine delle operazioni chiuderà la cucina e qualsiasi altro vano dove sarà riposta l’attrezzatura kasher e manterrà la chiave presso se stesso o presso l’ufficio del Rabbino certificatore.
– I cibi e tutti gli alimenti necessari, dovranno essere ovviamente kasher e preventivamente controllati dal Mashghiach.
– L’uso del vino, sia per la mescita in sala, sia per la cucina è PREROGATIVA ASSOLUTA del Mashghiach.
– Il Mashghiach dovrà occuparsi di accendere i fuochi prima dell’inizio delle operazioni di cucina.
I cibi avanzati o utilizzati in parte, dovranno essere richiusi e sigillati con la firma del Mashghiach.
– Nel caso gli utensili della cucina non fossero nuovi, bisognerà procedere alla kasherizzazione degli stessi (dove possibile),  previo un fermo delle attrezzature di almeno 24 ore, le stesse verranno sigillate dal Mashghiach e controfirmate previa indicazione di data e ora di chiusura.
– Lavaggio utensili : i sanificanti NON DEVONO ESSERE A BASE DI ACETO, per quanto riguarda la lavastoviglie; dopo ogni lavaggio dovrà essere svuotata e dovrà essere fatto un giro a vuoto.
– Come si comprende da quanto scritto sopra, non è possibile rilasciare la certificazione senza la presenza del Mashghiach.

Seminario gratuito per esportare verso il mercato U.S.A – 13 febbraio (Napoli)

La FDA Food and Drug Administration, è l’agenzia del governo americano che si occupa di regolamentare i prodotti – dagli alimenti ai farmaci etici – che vengono immessi sul mercato statunitense, siano essi prodotti da aziende locali che da soggetti esteri.
LA FDA ha emanato la Food Safety Modernization Act (FSMA), che rappresenta la più grande riforma di legge americana sulla sicurezza alimentare degli ultimi 70 anni, approvata il 4 Gennaio 2011. Lo scopo della legge è garantire la sicurezza alimentare dei cibi presenti sul mercato Statunitense attraverso il principio della prevenzione.

Anche la certificazione BRC Global Standard for Food Safety rappresenta un valido aiuto per le aziende che esportano in USA, infatti la nuova versione dello standard (BRC ver.7) nasce dall’esigenza di allineare i propri requisiti alle principali preoccupazioni emerse negli ultimi anni, quali il cambio dei regolamenti (allergeni, etichettatura), eventuali rischi in aumento come bioterrorismo e frodi, considerazione delle best practices nelle aziende alimentari.

Infine tra le nuove opportunità, per le aziende che esportano in US, notevole importanza rivestono le certificazioni culturali, quali la certificazione Halal e Kosher, che in contesti culturali multietnici garantiscno la disponiblità di alimenti prodotti nel rispetto dei rispettivi precetti e tradizioni

Per potenziare le opportunità delle aziende Italiane che esportano in America, Bureau Veritas Italia organizza un nuovo appuntamento con questo seminario gratuito in cui saranno presentati tali argomenti.

PROGRAMMA:

9.00 Registrazione partecipanti
9.15 Presentazione e Benvenuto
9.20 FDA/FSMA
11.00 Coffee Break
11.15 BRC Ver.7 Global Standard for Food Safety
11.45 La certificazione Halal
12.15 La certificazione Kosher
(a cura di Kosher Italy)
12.45 Dibattito e Conclusioni


Introduzione:

Fulvio Iervolino, Zone Sales Coordinator Campania, Divisione Certificazione Bureau Veritas Italia

Relatore:

Gianni Baldini, Food Sector Manager, Bureau Veritas Italia.

ll seminario si svolgerà a Napoli, presso la sede di ECCELLENZE CAMPANE, in via B. Brin 49.

 

Per iscrizioni (entro il 9 febbraio 2017) compilare il modulo riportato a lato, collegandosi al link sottostante:

http://www.bureauveritas.it/home/news/events/evento-cer-esportare-mercato-usa-fda-fsma-brc-halal-kosher-20170213

Protocollo da seguire per certificare i caseifici

La produzione dei formaggi kosher è subordinata ad una serie di regole  che andremo di seguito ad elencare:

– Prima di rilasciare la certificazione per la produzione kosher è necessaria una visita agli impianti di produzione e alla/e stalla/e dove verrà raccolto il latte.

– Durante la visita, da parte del Rabbino o di un suo inviato, bisogna verificare che il caglio usato, i fermenti lattici e gli altri ingredienti per la produzione siano kosher.

– Sarebbe preferibile avere una linea di produzione dedicata al formaggio kosher. In alternativa, è possibile fare delle produzioni sotto il controllo di un Mashghiach ( controllore inviato dal Rabbino certificatore), il quale dovrà, almeno 24 ore prima della produzione, chiudere tutti gli strumenti necessari ( pastorizzatore, caldane, vasche, lame per tagliare la cagliata ecc.) e poi provvedere alla kasherizzazione degli stessi generalmente tramite acqua bollente e soda.

– Tutte le operazioni di produzione dovranno essere effettuate sotto lo stretto controllo del Mashghiach fino al confezionamento e timbratura del prodotto.

– E’ preferibile avere degli utensili nuovi per la prima produzione che verranno poi chiusi e sigillati dal controllore e  utilizzati le volte successive.

 

Raccolta del latte

 

– La raccolta deve avvenire sotto il controllo del Mashghiach che dovrà, prima di iniziare la mungitura, verificare che le guaine tiralatte siano nuove ( preferibilmente) o pulite alla perfezione.

– Il contenitore del latte deve essere pulito e non avere nessun residuo.

– Il camion di raccolta deve essere vuoto e dedicato solo alla raccolta del latte per la produzione kosher, il conducente dovrà fornire prima di iniziare la raccolta il certificato di avvenuta pulizia e sanificazione del serbatoio.

– Nel caso la raccolta avvenisse presso più stalle, sarà necessaria la presenza di un Mashghiach per ogni stalla. In questo caso, il camion per il trasporto potrà essere usato per più raccolte.

– Ogni termine raccolta, il serbatoio del camion dovrà essere chiuso e sigillato con la firma del Mashghiach e i sigilli verranno tolti sempre da un controllore all’arrivo del camion presso il caseificio.