La Pasqua ebraica al Maschio Angioino

ASSOCIAZIONE ITALO-ISRAELIANA PER IL MEDITERRANEO in collaborazione con MUSIC&ARTS SCUOLA DI MUSICA di Valeria Frontone
PATROCINI: Comune di Napoli, Deming Institute, Comunità Ebraica di Napoli

PROGRAMMA CULTURALE FESTA EBRAICA DI PESSACH
a cura di Suzana Glavaš
8 aprile 2014/5774
Antisala dei Baroni-Maschio Angioino, ore 17,00

Saluto di Nino Daniele, Assessore alla Cultura del Comune di Napoli

I. Parte
STORIA E SIGNIFICATO DELLA ‘PASQUA EBRAICA’ o come ricordare la liberazione dalla schiavitù egiziana e trasmetterne il messaggio alle nuove generazioni
La Pasqua ebraica e la Pasqua cattolica: due tradizioni a confronto
Dialogo a due voci tra Rav Scialom Bahbout (Rabbino Capo di Napoli e del Sud Italia) e Prof. Gaetano Castello, Preside della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale
II. Parte
CONCERTO DI PESSACH
Programma di sala:
1. BENDIGMOS AL ALTISSIMO – canto liturgico in ladino
Voce: Rav Scialom Bahbout

2. AVENU MALKEINU – canto liturgico in ebraico
Voce: Caterina Pontrandolfo
2° voce Suzana Glavaš

3. VEHI SHEAMDA – canto liturgico in ebraico
Voce: Raiz con Rav Scialom Bahbout
coro: Caterina Pontrandolfo e Suzana Glavaš

4. PESAH ALA MANO – canto bosniaco in ladino
Voci: Caterina Pontrandolfo e Suzana Glavaš

5. HIJA MIA – canto andaluso in ladino
Voci: Suzana Glavaš e Caterina Pontrandolfo

6. ADON OLAM – canto liturgico in ebraico
Raiz con Rav Scialom Bahbout e Walter Di Castro
Coro: Caterina Pontrandolfo e Suzana Glavaš

7. HAVA NAGILA – canto ebraico tradizionale
Coro

III. Parte
INAUGURAZIONE UFFICIALE DEL NEOFORMATO COMPLESSO MUSICALE “SEDER BAND”

Direzione artistica: Generoso Veglione (in collaborazione con M° Valeria Frontone)
Interpreti e strumenti:
Generoso Veglione (fisarmonica, flauto dolce, tamburello rik)
Massimiliano Sacchi (clarinetto)
Massimo Salzano (batteria e percussioni)
Vincenzo Palumbo (chitarra classica)
Irene Veglione (violino)
David Glavaš (violino)
Caterina Pontrandolfo (voce)
Suzana Glavaš (voce)
Ospiti d’onore:
Rav Scialom Bahbout (voce)
Walter Di Castro (voce)
Raiz (voce)
Giuseppe De Trizio (chitarra classica)

Il Rabbino Capo di Napoli e del Mezzogiorno ha incontrato il Ministro della Salute

Il Rabbino Capo di Napoli e del Mezzogiorno ha incontrato il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, per discutere sul rapporto tra la sicurezza alimentare e i protocolli della kasherut, cioè le norme alimentari secondo la tradizione ebraica. A tal proposito poniamo alcune domande al Prof. Scialom Bahbout:

Signor rabbino, cosa c’entrano delle norme religiose con la sicurezza alimentare?

C’entrano eccome! La società moderna si rende conto che ciò che entra nella bocca è non meno importante di ciò che ne esce. L’ebraismo ha sempre avuto un’attenzione particolare nei confronti di tutti gli alimenti e questo non solo perché come diceva il filosofo Feuerbach “l’uomo è ciò che mangia”, ma perché l’uomo deve distinguersi dagli altri esseri anche attraverso ciò che mangia. In effetti ognuno dedica ogni giorno parecchio tempo alla sua alimentazione e questa deve essere un’occasione anche di riflessione.

Ma perché l’alimento kosher sarebbe più sicuro?

Ogni alimento kosher è sottoposto a una serie di controlli che ne garantiscono la qualità e questa viene certificata attraverso verifiche continue che vanno dall’inizio alla fine della produzione e naturalmente non sono ammesse contraffazioni.

Tutti gli alimenti devono essere sottoposti a controlli?

In linea di principio si, anche se talvolta i controlli del Ministero della Sanità potrebbero essere sufficienti. Ovviamente i controlli variano da alimento a alimento. I più complessi sono gli alimenti di origine animale che necessitano di esperti per la macellazione e il controllo (talvolta ciò che viene approvato dai veterinari viene escluso dal rabbino); l’alimentazione ebraica esclude la possibilità di consumare alimenti contenenti latticini e carni, cosa che ha un’influenza sul piano della dieta; se un alimento è dichiarato “Parve”, cioè che non contiene né carne né latte, chi è allergico al lattosio può essere certo di non trovare residui di latte perché deve poterlo mangiare in un pasto di carne; lo stesso dicasi per alimentiche non contengono glutine: i celiaci possono stare tranquilli che non è possibile che esistano anche poche parti per milione di glutine.

Vi sono regole per il controllo della salute dell’animale?

Certamente, perfino di natura psicologica: non si può macellare nello stesso giorno la madre e il figlio. Bisogna evitare di sottoporre gli animali a stress particolari. Esiste un precetto per cui è proibito procurare dolori a un animale ecc.

Come reagiscono i mercati rispetto a un prodotto certificato kosher?

In alcuni paesi viene assunto come prodotto biologico anche se si tratta di due tipi di certificazione diverse. Ritengo che l’attenzione dei clienti verso i prodotti kosher sia in costante aumento sia in Italia che all’estero.

 

Dai carciofi alla giudia a ‘concia’, papa Francesco pranza col menu kosher

Roma – (Adnkronos) – Il Pontefice per accogliere una delegazione argentina a pranzo, ha optato per le specialità della cucina giudaico-romanesca preparati dal ristorante ”Ba’Ghetto” del quartiere ebraico di Roma

 

FOOD IN CAMPANIA

DAL 13 AL 15 DICEMBRE –  STAZIONE MARITTIMA (NAPOLI)

Eccellenza e qualità in mostra.

FOOD IN CAMPANIA nasce per valorizzare e rafforzare la credibilità dei prodotti campani, in un momento in cui la questione sulla ‘Terra dei fuochi’ è uno degli argomenti più trattati dai media. L’evento ha quindi l’obiettivo di far chiarezza sulle numerose polemiche e speculazioni che le eccellenze campane subiscono quotidianamente e di rassicurare i consumatori attraverso incontri, interviste ed esposizioni di imprese che, a sempre, si contraddistinguono per la produzione di eccellenze uniche al mondo.

 

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CONVEGNO SULLA DIETA MEDITERRANEA KOSHER

Il 14 novembre 2013, presso l’Antisala dei Baroni del Maschio Angioino, l’Associazione Italo Israeliana per il Mediterraneo presenta:

LA DIETA MEDITERRANEA KOSHER.

Il tema del convegno è la cucina kosher, riconosciuta oggi a livello internazionale come espressione di qualità, e destinata, sia a coloro che vi si attengono per motivi religiosi, sia a coloro che la scelgono per la garanzia che offre. Proprio per questo motivo, le aziende che intendono svilupparsi, incrementando le proprie vendite sia sul mercato italiano che su quello internazionale, decidono di ottenere la certificazione kosher, sottoponendo ad un rigoroso controllo tutti gli stadi della produzione.

 

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HOTEL MEDITERRANEO CERTIFICATO KOSHER PRIMO ALBERGO A NAPOLI.

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Situato nel cuore della città, il Renaissance Naples Hotel Mediterraneo dà il benvenuto ai suoi ospiti in un’atmosfera elegante e confortevole, sin dal 1958.
Perfettamente ubicato per far vivere la città di Napoli nel più completo relax. A soli 5 minuti a piedi dalla maggior parte dei siti monumentali e dalla via dello shopping, l’hotel offre molti vantaggi a coloro che desiderano visitare la città sia che si viaggi per lavoro sia per piacere.

 

 

 

Al via il progetto di promozione della dieta mediterranea Kosher

Al via la campagna 6×3 in tutte le città della campania del progetto di promozione della dieta mediterranea kosher attraverso le migliori aziende agroalimentari del made in Italy.
Per tutte le aziende agroalimentari interessate al progetto e per informazioni: info@kosheritaly.it

Incontro con l’ambasciatore Naor Gilon presso la sede diplomatica di Roma

Questa mattina una delegazione dell’Associazione italo-israeliana per il Mediterraneo presieduta da Marco Mansueto e composta dal Prof. Scialom Bahbout, rabbino capo di Napoli e del Mezzogiorno e dal dott.Ernesto Caccavale, responsabile della Comunicazione Istituzionale del Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, ha incontrato in un clima di grande cordialità e collaborazionel’Ambasciatore d’Israele Naor Gilon presso la sede diplomatica di Roma.

Il Presidente dell’Associazione Mansueto ha reso partecipe l’Ambasciatore Gilon delle attività delle molte aziende dell’Italia Meridionale, nel settore agroalimentare, aderenti al progetto kosher, ormai pronte ad esportare i loro prodotti in Israele e presso tutte le comunità israelite in Europa, in particolare a Parigi ed a Londra.

Inoltre, l’Associazione italo-israeliana ha rafforzato con l’Ambasciata d’Israele l’intensa collaborazione già esistente nel settore turistico, per fare della Campania in particolare meta privilegiata dei circa 300mila turisti israeliani che hanno visitato l’Italia nel 2012, con strutture alberghiere già kosherizzate.

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Kosher: la nuova frontiera del made in campania

di Pierluigi Frattasi da il “Roma”

Mozzarella, limoncello, pasta di Gragnano kosher. Il made in Campania si prepara ad invadere le tavole di milioni di ebrei nel mondo. Kosher sono gli alimenti selezionati per la dieta ebraica, che devono rispondere a rigorosi requisiti di qualità e controlli su tutta la fase della lavorazione. Sono kosher solo le carni scelte di particolari animali. Anche i criteri di macellazione devono essere conformi alla Torah, la legge ebraica, nel rispetto assoluto dell’animale. Oggi, il kosher è un mercato in continua crescita. A Parigi, New York e Roma rappresenta la nuova frontiera del gusto. Sempre più aziende chiedono la certificazione kosher per i propri prodotti, che altrimenti sarebbero completamente esclusi dal mercato ebraico. In Campania, il kosher è approdato da poco, ma già comincia a fare proseliti nei settori più dinamici dell’imprenditoria e del turismo. Le opportunità di sviluppo sono elevate, in particolar modo in due direzioni: export dei prodotti locali d’eccellenza e ospitalità. Gli alberghi kosher, infatti, sono rarissimi nel Mezzogiorno, nonostante la richiesta dei tour operator sia alta. Il 20 dicembre, l’Associazione “Napoli” di Marco Mansueto, in collaborazione con l’associazione Italo-Israeliana per il Mediterraneo, ha chiamato a discuterne imprenditori, banchieri e studiosi in un incontro tenutosi presso l’Antisala dei Baroni del Maschio Angioino. A confrontarsi sul tema, il presidente della Banca di Credito Cooperativo di Napoli, Amedeo Manzo, il presidente dell’ente bilaterale per l’industria del Turismo di Confindustria, Cesare Foà, il vicepresidente del Turismo dell’Unione Industriali, Vincenzo Borrelli, ed il rabbino capo di Napoli e del Mezzogiorno, Shalom Bahbout. «Lo stile kosher – sottolinea il presidente Manzo –, basato sulla legalità, la trasparenza e l’identificazione del prodotto, sposa in pieno i principi della Bcc. In questi anni di crisi, l’internazionalizzazione, l’esportazione, la ricerca di prodotti e di sistema sono requisiti fondamentali per le piccole e medie imprese che vogliono competere sul mercato e sopravvivere. Compito delle banche è accompagnare finanziariamente queste iniziative verso mercati oggi ancora poco sviluppati, come l’Africa, il Medio Oriente o le Americhe che sono ad un click dal nostro mondo. Questo ruolo si addice ancora di più ad una banca di credito cooperativo, come la nostra, che risponde anche ad altri criteri, che non siano solo quelli della mera massimizzazione del profitto. A breve, la Bcc di Napoli introdurrà due nuovi livelli di ranking delle imprese, non basati su preistorici logaritmi o su dati esclusivamente quantitativi, ma che tengano conto anche della capacità progettuale, della vocazione alla solidarietà e del rispetto della legalità (dipendenti inquadrati, contributi e permessi in regola) da parte delle imprese. Il kosher – prosegue Manzo – è in linea con questi indirizzi. Per questi motivi, intendiamo, se ci saranno i presupposti, avviare una campagna di accompagnamento con finanziamenti ad hoc a tassi agevolati per tutte le piccole e medie imprese che vogliono certificarsi e rispondono a questi criteri e requisiti». In Campania, la società pioniere nella certificazione è la Kosher Italy, che nel Belpaese ha già rilasciato il bollino kosher a molti grandi marchi, tra i quali Nutella, Ferrarelle, Riso Scotti, Amaro Ramazzotti, Algida ed Heineken. «La certificazione kosher per i prodotti campani – spiega Marco Mansueto – non solo rappresenta una grande opportunità di internazionalizzazione per le aziende locali, ma offre al consumatore, anche non ebreo, un’ulteriore garanzia di qualità, grazie ai controlli rigorosi che vengono effettuati periodicamente». E la richiesta dei prodotti campani sulle tavole ebree è altissima. «In particolare – afferma il rabbino di Napoli Shalom Bahbout – c’è grande interesse per i formaggi ed i vini, la mozzarella, la pasta di Gragnano ed il limoncello. Gli ebrei ortodossi acquistano e consumano solo prodotti certificati kosher, che assicurano la massima trasparenza sui processi di produzione fin dall’origine e sono nel mondo sinonimo di qualità ed affidabilità. Lo stile kosher, inoltre, è riconosciuto anche nel mondo musulmano». Per Cesare Foà, «la diffusione del kosher tra le strutture alberghiere darà vita ad una nuova forma di turismo. L’Hotel Tiberio di Capri si è proposto come apripista nel settore, adottando lo stile kosher dal dicembre 2012. Anche Msc, ad esempio, ha cominciato ad organizzare crociere kosher ed i risultati sono positivi. A breve avvieremo i corsi di formazione kosher per le imprese». Concorda Enzo Borrelli: «Le potenzialità del kosher sono emerse durante il G7 e la Coppa America, quando la domanda è stata molto alta e per soddisfarla, in assenza di strutture campane, siamo stati costretti a reclutare il catering da Roma. Per stare al passo, con la Regione promuoveremo un sistema di finanza agevolata per le imprese che adottano il kosher».

Presentazione del progetto kosher italia ai tour operator

Il 25 gennaio si è tenuta presso Villa Caracciolo, la presentazione del progetto “Kosher Italia” nell’ambito della presentazione di Napoli ad un gruppo di tour operator stranieri presenti in città. Nel corso dell’evento, è stata illustrata la bontà di un progetto che

intende porre le premesse per la creazione di una filiera produttiva composta da alberghi, ristoranti e strutture ricettive in genere, in grado di convogliare su Napoli ed il suo hinterland, i flussi turistici di religione ebraica proveniente da tutto il mondo. All’incontro hanno partecipato l’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli Antonella di Nocera, il Rabbino Capo di Napoli e del Mezzogiorno Prof. Scialom Babhout, il Presidente dell’Associazione Italo – Israeliana per il Mediterraneo Marco Mansueto, i quali hanno illustrato i principi cardine dell’alimentazione kosher ed i criteri che dovranno rispettare le strutture inserite nel circuito turistico. Tutti i presenti hanno rimarcato la positività di un progetto che costituisce un’opportunità di lavoro e sviluppo.